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Benvenuti
In questo sito troverete tredici quadri dipinti col mouse e tredici racconti brevi (storie dolci feroci e veloci). Li potete scaricare nella memoria del vostro computer e leggerli quando ne avrete voglia. Li potete copiare, stampare, regalare, diffondere. Oppure li potete cestinare e eliminare. Insomma, non ci sono diritti riservati, o meglio: tutti i diritti sono riservati al lettore, il quale potrà, scrivendo un’ e-mail a: atdelgi@tin.it, esprimere giudizi critici, riflessioni, analisi, stroncature. Ad essi, entro i limiti del possibile, sarà dato riscontro; infatti il sito è stato aperto per dialogare e avere rapporti diretti col lettore, rapporti impossibili nelle modalità tradizionali del libro su carta.
Qualche considerazione La scelta di correlare alcune forme di scrittura letteraria "veloce" con alcune forme di scrittura visiva, nasce da una necessità espressiva, tuttavia sembra, e può in realtà, corrispondere a una scelta strategica, cioè all’ipotesi che sia questo il linguaggio più adatto all’utente Internet. E’ un’ipotesi attendibile, ma non deve porsi come vincolante, perché, se c’è una valenza distintiva del libro in rete, rispetto al libro su carta, non credo vada cercata nelle peculiarità linguistiche (estremamente variegate e differenziate), ma in una più ampia dimensione di democrazia culturale. Non credo che il libro in rete possa totalmente sostituire il libro su carta, né, francamente, me lo auguro, essendo io stesso un autore che segue i percorsi tradizionali: Editore - Distributore - Libraio; auspico, insomma, una convivenza pacifica… tuttavia lo scavalcamento, insieme al lettore dei filtri e delle variabili di mediazione e di sostegno, ivi compreso il prezzo di copertina (indispensabili all’editoria tradizionale), è un’esperienza di libertà, che, a mio avviso, dovrebbe esser fatta, di tanto in tanto, da tutti gli scrittori o, almeno, da quanti considerano il lettore Interlocutore e Persona e non uno schermo sul quale proiettare il proprio talento o le proprie "narcisate".
Il rischio Sono consapevole dei rischi. Il prevalere, per esempio, della paradigmatica equivalenza tra pregio e prezzo. Un parametro (quasi un’ideologia) che coinvolge un po’ tutto, anche i libri: costa poco, vale poco; costa niente, vale niente. Insomma il rischio di giudizi aprioristici e acritici. Ma, tutto sommato, mi pare che valga la pena di tentare, rivolgendosi a quei lettori (le belle minoranze che danno sapore alla vita) in possesso di strumenti intellettuali, atti a violare (qualche volta…) i canoni del Consumo. a.d.g |