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Ieri, la nuova maestra ci ha detto che faceva giusto un anno da quando ammazzarono Vincenzino Laquaglia e il fratello più grande nel bar California. Vincenzino Laquaglia era un nostro compagno, un tipo vispo che rideva sempre e faceva, di nascosto, le pernacchie al Signor Direttore. La nuova maestra ha detto che nessuno, delle otto persone che si trovavano nel bar California, ha dichiarato ai carabinieri di conoscere gli assassini e che noi dovevamo scrivere le nostre riflessioni. Io ho riflettuto un po e poi ho scritto: "Chi sa, deve parlare!" Ho fatto subito subito, così, dopo, mi sono messo a pensare a lei, alla nuova maestra. Io la penso sempre la nuova maestra. Per esempio penso che stiamo noi due soli sulla spiaggia e io dico che il babbo si ubriaca ogni sabato e picchia la mamma con calci e pugni e che, quella volta che io dissi al babbo "mo la vuoi finire?" lui disse che gli avevo mancato di rispetto e mi dette le cinghiate sulla schiena, che ne tengo ancora i segni. Allora, la nuova maestra vuole vedere le cicatrici, io alzo la maglia e lei si mette a piangere e mi dà un sacco di baci dolci dolci. Invece Michele, che è il mio compagno di banco, dice che la nuova maestra è troppo secca e che a lui piace di più la maestra che ci stava prima. La maestra che ci stava prima era chiatta e gridava sempre e, quando si arrabbiava con uno di noi, si faceva rossa rossa e diceva "mo, ci hai scassato a minghia!" Però a Michele ci piace di più la maestra che ci stava prima, perché, quando si sedeva teneva sempre le cosce aperte, che si vedevano pure le mutande. |